mercoledì 8 febbraio 2012

Introduzione alle potature: consigli e pareri su tagli, tecniche e attrezzi - Parte II


La prima parte di questo articolo, in cui traccio un'introduzione sulle principali ragioni della potatura e sul mio personale parere, è pubblicata sul mio blog qui.
In questa seconda parte passo agli aspetti più pratici, ovvero attrezzi, modalità d'uso, tecniche di taglio. Buona lettura!

Come incominciare la potatura:
un accenno agli attrezzi e modalità d’uso
Prima di descrivere i singoli attrezzi che si possono adoperare è bene ricordare che è fondamentale la loro qualità per un risultato valido: occorre controllare bene il filo affinché facciano tagli netti e che non lascino sbavi e spelature, per la pianta più difficili da rimarginare e quindi più suscettibili ad attacchi di fitofagi.

La seconda questione importante è valutare quale attrezzo utilizzare a seconda della dimensione del ramo e della specie a cui appartiene la pianta. Ci sono legni più morbidi (per esempio la vite o fico) e legni più duri (per esempio quercia, alloro o rosa). Un attrezzo sbagliato non solo può portare ad una mal riuscita potatura, ma può provocare la rottura dello stesso.
CESOIA CLASSICA
Per fare delle potature su piante di medio-piccole dimensioni (rami da 1-3 cm di diametro), ad esempio gli arbusti da fiore (camelie, rose), può bastare una cesoia classica con la lama curva.
CESOIA MANICI LUNGHI
Se i rami sono più grossi (3-6 cm di diametro), esistono cesoie con manici più lunghi e lama più grossa e spessa: essendo più resistente riuscirà a eseguire questi tagli senza creare problemi. I manici lunghi servono principalmente a “fare leva”, permettendo quindi di rami grossi con risparmio di energia fisica.
CESOIA LAMA LUNGA
Le cesoie a lama lunga sono quelle tipiche per la potatura delle siepi: sono adatte a tagliare più rami di diametro piccolo, contemporaneamente e alla medesima altezza. Ci sarebbe anche il tosasiepi a motore a scoppio o elettrico per questo lavoro, ma è molto specifico per un certo tipo di lavori e, a mio avviso, se ne sottovaluta la pericolosità.
SEGHE
Nel caso i rami fossero più grossi ancora (7cm e oltre), e con la cesoia a manici lunghi si fa troppa fatica, si adopererà la sega o il segaccio.  Adoperare la sega può essere scomodo perché tagliare da posizioni non dritte (per esempio dovendosi sporgere da una scala) può essere difficoltoso. La cosa migliore è non tanto trovarsi comodi al taglio, ma piuttosto assicurarsi di avere una posizione stabile e sicura.
SVETTATOIO
Lo svettatoio serve a potare i rami scomodi, ovvero quelli a cui non riusciamo ad arrivare con le cesoie a manico lungo o perché la posizione che riusciamo ad assumere è troppo scomoda. Lo svettatoio non è altro che una cesoia posizionata in cima a un’asta che si mette in funzione tramite una corda: si tira la corda e tramite delle carrucole la lama si chiude e taglia il ramo, e noi che tiriamo la corda non dovremmo fare troppo sforzo perché la nostra forza verrà aumentata dal gioco delle carrucole.
MOTOSEGA
La motosega viene utilizzata per i lavori più grossi: taglio di rami molto grandi (da 10cm in sù). L’utilizzo di una motosega non è semplice, è molto pericoloso e non può essere spiegato brevemente come ho fatto con tutti gli altri attrezzi. Ho intenzione di dedicare prossimamente un articolo specifico sull’uso della motosega e sui debiti accorgimenti da tenere in considerazione. Sicuramente le avvertenze più rilevanti sono: la posizione (mantenere l'arnese distante dal corpo), l'abbigliamento (indossare abiti consoni, guanti e occhiali di protezione), l'attenzione costante durante l'utilizzo (in primis stare attenti che non si surriscaldi la catena).

Una raccomandazione ulteriore da tenere in considerazione alla fine di ogni lavoro è pulire attentamente gli arnesi dai residui che possono essere lasciati dalle piante, ad esempio resine e lattici, per non rovinarli.
Un buon accorgimento è anche quello di adoperare sempre dei guanti da lavoro che salvaguardino le vostre mani: basta una semplice distrazione e ci si taglia o ci si ferisce con una scheggia.

Non voglio dilungarmi sulle singole tecniche, perché questo richiederebbe una spiegazione molto lunga. Perciò mi riprometto di trattarle prossimamente attraverso articoli dedicati.

Come effettuare i tagli e loro conseguenze
Il tipo di taglio che si effettua su un ramo dipende dal suo orientamento.
Ovviamente le situazioni cambiano sempre, ma in genere si può far riferimento a due situazioni tipo:
Come tagliare 
 immagine dell'Università degli Studi di Padova
-   se il ramo è orientato verso il cielo (e quindi perpendicolare al terreno) è bene fare in modo che non ci siano ristagni idrici sopra la ferita ovvero è consigliabile effettuare il taglio in diagonale (circa a 45°); 
se il ramo è obliquo o parallelo al terreno questo accorgimento si può evitare.

Solitamente quando si taglia, si accorcia un ramo di una pianta in buona salute, questa metterà in moto una germinazione forte appena sotto il taglio da noi fatto, quindi cresceranno parecchi nuovi rami che noi, in un secondo momento, dovremmo selezionare nuovamente.

La pianta, dopo una prima potatura che serve a ridimensionarla, va ricontrollata periodicamente, perché la reazione alle ferite solitamente avviene attraverso una fortissima germinazione di nuovi rametti. Questi vanno dunque selezionati, altrimenti avranno una difficile crescita, una scarsa resistenza e quindi vita breve.
Dobbiamo considerare che le nuove gemme non cacceranno soltanto appena sotto il taglio ma anche in tutto il resto del ramo e della pianta. Quindi la procedura della seconda potatura interverrà nuovamente su tutta la pianta, ma in maniera selettiva, solo sulle parti appena cresciute.

Come dico nella prima parte dell'articolo è bene non esagerare con la potatura, ma eventualmente procedere per gradi. In questa figura, tratta dal sito dell'università degli Studi di Padova viene mostrata sulla sinistra una potatura corretta e sulla destra una potatura esagerata e quindi scorretta.

La conseguenza negativa delle potature è una maggiore probabilità per la pianta di contrarre malattie: dai tagli effettuati possono entrare fitopatogeni (microrganismi dannosi) soprattutto se prima si sono formati marciumi.
A quel punto se ci siamo accorti che la parte interessata è ammalata, va eliminata anch'essa il più presto possibile, fin dove c'è legno sano. Se l'albero contrae una malattia, va anche curato adeguatamente tramite adeguati metodi ad hoc.

5 commenti:

  1. complimenti! ti ho sentito oggi su radiopop e ho scoperto il tuo bel blog.

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    1. Grazie!
      Spero che tu continui a seguire il mio blog anche in futuro!

      Mattia

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  2. ciao, ho partecipato al minicorso che hai fatto ai vivai pronatura evolevo ringraziarti ancora per i tuoi preziosi consigli. Spero ci concederai un'altra visita prima o poi. ciao e buon lavoro!

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  3. La potatura dell’Olivo

    Il periodo ideale per la potatura dell’Olivo è la fine dell’inverno o comunque prima della fase di germogliazione che avviene solitamente verso maggio, il freddo intenso, infatti, ostacola il processo di cicatrizzazione dei tagli.
    La potatura dell’Olivo ha vari obiettivi come ad esempio il rinnovo dei rami produttivi, l’eliminazione del legno secco o danneggiato, la prevenzione di malattie o parassiti, la penetrazione di una quantità maggiore di luce ed aria, la prevenzione, nelle piante più datate, dell’invecchiamento vegetativo.
    La potatura si distingue in potatura di formazione, potatura di produzione, potatura di ringiovanimento. La potatura di formazione è la più importante e delicata in quanto eventuali errori ci pregiudicano di impalcare la pianta da come ci eravamo prefissati. Viene effettuata principalmente su piante giovani, l’obiettivo è quello di dare la forma desiderata alla pianta per avere un migliore accesso durante la produzione dei frutti, forma di arricchimento estetico, quando si parla di piante ornamentali.
    La potatura di produzione, come si deduce dal nome, è un intervento che ha come obiettivo migliorare la produzione, sia dal punto di vista qualitativo, sia con riguardo alla fioritura e alla fruttificazione. Infine, la potatura di ringiovanimento, serve a rallentare il processo di invecchiamento della pianta, eliminando tutte le parti secche o malate o spezzate
    L’operazione di potatura eseguita in base alla percentuale di chioma dell’Olivo asportata si definisce: leggera, media, pesante.
    È fondamentale adeguare l’intervento di potatura dell’Olivo in funzione della sua età. La potatura leggera è infatti indicata per le piante giovani, mentre per quelle più vecchie è preferibile e consigliabile una potatura più decisa.
    Esistono infine altri tipi di potatura dell’Olivo, ma per evitare che questa si riduca ad un semplice taglio dei rami è consigliabile seguire delle regole ben precise e rivolgersi a mani esperte per non danneggiare la pianta.
    WWW.AGRIVARO.IT

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    1. Grazie per le specifiche sulla potatura dell'ulivo! è molto utile, dettagliata e completa!

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